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Isola d’Elba, bella e impossibile nel sondaggio

L’Elba piace meno di quel che si pensi. I prezzi nella maggior parte dei casi penalizzano il proprio turismo, e i collegamenti rappresentano un problema per un potenziale turista su cinque. Da migliorare anche la qualità dei servizi. Calma, calma. Un buon 70% degli intervistati ha ancora una buona opinione dell’Elba. Il segreto per far sì che il miraggio della «destagionalizzazione» divenga realtà? Semplice: percorsi naturalistici. E attenzione, non sono proprio pochi coloro che conoscono l’Elba più per le inchieste della magistratura che l’hanno battuta negli ultimi tre anni che per la bellezza delle sue spiagge. Sono solo alcuni fra i risultati più significativi scaturiti dal primo sondaggio online sul turismo dell’isola d’Elba, promosso dal portale internet elbaworld.com, lanciato da Alessandro Mancini e Riccardo D’Errico, al quale hanno partecipato nell’arco di un mese ben 532 persone. Sei le domande che hanno tentato di fotografare lo stato di salute del sistema Elba e che hanno posto in risalto luci e ombre del turismo elbano del terzo millennio.

I NUMERI – Sebbene il 70% di coloro che ha risposto al sondaggio − potenziali turisti, affezionati, operatori del settore − esprima un’opinione positiva (buona, molto buona o ottima) dell’Elba, sorprende come circa il 10% confessi di considerarla una meta turistica «mediocre», se non «pessima» come avvenuto per il 7% dei partecipanti. Ciò che rende celebre l’isola è per la stragrande maggioranza la «bellezza dell’ambiente» (il 66%). Un buon 13,66% associa all’Elba la figura di Napoleone. La sorpresa arriva dall’opzione «inchieste della magistratura», primo pensiero quando si parla dell’Elba per il 13,3%. A dimostrazione di come l’immagine dell’isola sia stata danneggiata, quantomeno lievemente, dagli eventi che ne hanno sconvolto la pubblica amministrazione nel corso degli ultimi anni.
Questione prezzi. Il sondaggio promosso da elbaworld.com evidenzia come un rotondo 46% sarebbe disposto a spendere tra i 400 e i 700 euro per un soggiorno di una settimana in alta stagione. Senza considerare che un intervistato su cinque (21,7%) spenderebbe ancor meno, vale a dire una somma inferiore ai 400 euro. Pura fantasia, verrebbe da dire gettando un occhio ai listini, dai traghetti agli alberghi. Sono proprio i prezzi ad incarnare il più significativo tallone d’Achille per l’isola: quasi il 40% dei partecipanti alla ricerca intravede nel caro-Elba il più penalizzante fra i difetti. Un buon 20,6% se la prende con collegamenti giudicati insufficienti, il 16,3 con i servizi.
Come già detto i partecipanti al rilevamento vedono nella valorizzazione delle risorse ambientali la miglior arma possibile sulla via del successo del turismo in bassa stagione. Il 46,4% verrebbe all’Elba nei periodi considerati meno allettanti attirato da percorsi naturalistici, il 16,3 in occasione di eventi sportivi, un 15% per onorare appuntamenti enogastronomici. Infine uno sguardo al futuro. Alla domanda «su cosa dovrà puntare l’Elba negli anni a venire per rimanere competitiva», il 27,6% ha ribadito l’importanza di una politica di prezzi al ribasso, il 26% punterebbe sul miglioramento dei servizi, il 16% circa su una rinnovata cultura dell’accoglienza, l’11,5% sullo sviluppo dell’aeroporto.

I CONTATTI – Sono stati 532 i partecipanti al primo sondaggio online sul turismo elbano lanciato da Mancini e D’Errico. Di questi 341 elbani, divisi pressoché nella stessa misura tra i vari comuni dell’isola. Quasi un terzo dei votanti (158, il 29,6%) avrebbe espresso il proprio parere da una provincia diversa da quella di Livorno. In testa i contatti dalle province di Roma (61), Milano (32), Firenze (27), Torino (11), Bologna (7) e Pisa (5). Considerevole anche l’apporto dall’estero. Il 2,25% dei voti proverrebbe dall’Australia, «segno dell’attaccamento degli elbani che lasciarono la loro terra per l’estero molti anni fa – sostiene Mancini –. Immagino che questi elbani abbiano intravisto nella partecipazione al nostro sondaggio l’opportunità per ribadire un profondo senso dell’appartenenza che non è venuto meno con gli anni».
Ma anche contatti dalla Germania, dall’Austria, dalla Francia e dalla Svizzera, del resto consueti bacini di utenza per il turismo elbano.

I PARERI – «Il buon numero di partecipanti al sondaggio di elbaworld.com ha dimostrato come tanto gli elbani quanto gli affezionati alla nostra isola siano interessati alle sorti del nostro turismo», ha dichiarato Riccardo D’Errico.
Secondo Mancini «le risposte pervenute spingono a una riflessione: che il comparto turistico elbano ha ancora grandi potenzialità, si pensi all’ambiente, allo sport e all’enogastronomia. Sono emersi ottimi spunti per migliorarsi. I risultati hanno evidenziato come il pubblico abbia ancora dell’Elba una buona opinione anche se non si può non prendere atto di quel 16% che si è diviso tra un giudizio mediocre e pessimo dell’Elba. E che le vere emergenze da affrontare restano quelle dei prezzi e delle infrastrutture, dello sviluppo dell’aeroporto e, perché no, della ricerca di nuovi stimoli per accogliere nel migliore dei modi il turista di domani».

Settore Turistico – Data: giovedì 09 marzo 2006

Pubblicato sulle seguente testate giornalistiche: La Nazione – Il Tirreno – L’Isola – Elbareport – Tenews

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